Realtà Virtuale, un futuro migliore… forse

Realtà Virtuale

La possibilità di vivere situazioni al limite dal paradosso attraverso la Realtà Virtuale, ha sempre portato la gente ad immaginare distopici ed improbabili mondi.
Col tempo, probabilmente, tutto questo potrà essere “realtà”… ma siamo sicuri che sia la strada giusta?

Raccolgo alcuni “Pensieri Virtuali” di un ipotetico scenario da qui a 10, 20 anni:

Facciamo un passo indietro.
Nei primi anni 90, la moda della realtà virtuale impazzava nelle riviste del periodo.
La parola “Virtuale” era messa anche dove non aveva alcun senso sia al cinema che tra la gente. Ormai tutto poteva essere “Realtà Virtuale”.

Step Zero: Realtà Virtuale, non so cosa sia.. ma è figo.

Nel 1996/97 circa, ci fu il boom alla massa dei telefoni cellulari. prezzi più accessibili, primi piani telefonici “convenienti”… inizio di un trend.

Primo step verso una società asociale

nel 2007 circa.. l’evoluzione dei telefoni cellulari in smarthphone con possibilità concreta di navigazione in internet, nuovo concetto di app e di market. Acquisti online e maggior condivisione nei Social.

Secondo Step: la gente non osserva ed ascolta più.. esce in gruppo e si parla attraverso “uazzap” e vive di selfie.

2017 circa.. vedremo il Virtual Reality prendere piede. piazze virtuali (Second Life 2.0?) incontri “reali” e simulazione di una vita… torneremo a guardarci negli occhi…. virtuali.
Skype2.0 permetterà riunioni “reali” in luoghi favolosi.
Il concetto di telelavoro migliora…

Terzo Step: La gente solleva la testa in un contesto virtuale. Le piazze reali si svuotano e i locali diventano virtuali.

2027 circa. L’evoluzione partita 10 anni prima, nella possibilità di guidare il proprio avatar/drone con caschetti virtuali, migliora e permette adesso, di poter “guidare” il proprio Androide con guanti e tute speciali. Il concetto di social prende vita in un contesto virtuale.
Potremmo aprire porte e “guidare” auto e comunicare con la tecnologia grazie asensori cerebrali ormai integrati in caschetti VR notevolmente migliorati.
Sarà possibile muove/coordinare oggetti con la “forza del pensiero” (in realtà saranno tutti oggetti predisposti con BT  e gestiti da impulsi cerebrali prontamente convertiti in segnali. Prende forma il concetto di “Psicocinesi”)

Quarto Step: la gente non esce più il peso della popolazione aumenta e non procrea.
Nota (veramente) positiva: migliora la vita dei diversamente abili che possono “essere” in un contesto virtuale.
Le “macchine” prenderanno il posto dell’uomo in svariati campi.

Chissà se la realtà virtuale, come la immaginiamo sarà un bene o un male.
Le ipotesi sono tante. Non ci resta che aspettare.

Fabrizio Radica

Fabrizio Radica

Fabrizio Radica nasce nel '75. Appassionato di Computers, Videogames, Musica ed Arte. Ormai ha fatto pace con se stesso ammettendo di essere un Nerd :D

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