Le caratteristiche di AmigaOS di cui sentiamo tutt’ora la mancanza – Parte seconda

Procediamo con la seconda parte dell’elenco ragionato delle features di AmigaOS che ancora oggi restano innovative.

Gestione delle impostazioni

Le impostazioni dei software e di tutte le preferenze del sistema operativo avviene su dei file separati. Quindi si possono salvare i settaggi di una determinata funzionalità o applicazione senza specificare il nome (solitamente salvando i default) oppure decidere di salvarli su un file con un nome specifico. Ad esempio: imposto certi colori del Workbench salvandoli come “workbench-2017.prefs” e li posso ricaricare in qualsiasi momento da quel file. Oggi Windows come unica soluzione propone il salvataggio di un tema che è quanto di più limitato si possa immaginare dal momento che esso ingloba tutti i valori: colori, fonts etc. Inoltre i software di base non hanno neanche qualcosa che ci assomigli a dei temi per gestire le impostazioni. La configurazione è unica, la cambi e quando chiudi hai salvato. Fine delle possibilità. Sul Workbench si possono salvare separatamente le impostazioni della risoluzione, dei font, della tastiera e così via, ognuno su file di default o scelto da noi.

Salvataggio su file delle impostazioni Overscan.

Altra cosa estremamente utile sono le opzioni relative alle impostazioni modificate ovvero: SAVE, USE, CANCEL contro gli OK / CANCEL dei sistemi operativi odierni. Esse rendono possibile usare le impostazioni senza persisterle sul disco, quindi ritrovando al riavvio del sistema quelle in essere prima delle modifiche. Resta ovviamente possibile salvarle in un secondo momento, dopo averle testate.

Una finestra di impostazioni dove sono evidenti le opzioni per salvare o solamente usare i settings.

Comando “Assign”

Il concetto del comando ASSIGN è molto semplice quanto potente e utile: creare un volume logico assegnandolo ad una directory. E’ quindi possibile creare un volume del tipo “MUSICA:” che punti ad un path nel disco, per ipotesi: “work:documents/2017/music” per poi usarlo nella shell e nei programmi come fosse un device. E’ poi possibile in qualsiasi momento farlo puntare ad un’altra directory o volume e proseguire nel lavoro. Nonostante a parole possa risultare una funzionalità secondaria nei fatti la sua utilità è analoga a quella del Symbolic Linking del filesystem Linux ed è usatissimo negli script AmigaDOS.

Esempio pratico d’uso del comando ASSIGN per creare un volume “DOWNLOADS:”

Shell

Per la Shell di sistema è disponibile un gestore di console di terze parti chiamato “KingCON:“, un software che si integra perfettamente col sistema operativo e rende la Shell uno strumento potentissimo e pratico. Esso estende il normale completamento automatico dei comandi scatenato dal tasto TAB e combinandosi con la GUI nativa permette la selezione visuale del file richiesto.

L’autocompletamento comandi di KingCON in azione: non potendo matchare “a” ad un singolo risultato appare in un requester l’elenco di tutti file con iniziale “a” da cui effetuare una selezione.

KingCON: si occupa anche di gestire i device logici non riconosciuti, ad esempio se su una shell Linux si digita il nome di un volume inesistente o non montato si ottiene null’altro che un errore, su Amiga con KingCON: invece un requester interroga l’utente se desidera assegnare il volume non riconosciuto (vedi ASSIGN) ad una certa directory oppure montarlo, recuperando il file di mount dalla directory devs (come previsto dal sistema operativo).
Un’altra potenza della shell sono i comandi impliciti per navigare directory e dischi. Il comando “CD” è implicito per ogni volume o directory quindi per scatenarlo non è necessario digitare l’intero comando “CD nomedir/” ma solo “nomedir” in quanto il “Change Dir” è l’azione predefinita nel contesto. Anche il “parent” da un inutilmente prolisso “CD ..” si riassume in un semplice e assolutamente logico “/”.

 

Gestione multischermo

AmigaOS gestisce nativamente N schermi pubblici dove aprire le applicazioni, analogamente ai desktop virtuali in uso oggi su certi terminali grafici. Alcune applicazioni dispongono di un loro proprio schermo mentre quelle che funzionano su una singola finestra possono essere redirette su un public screen. Gli schermi possono avere qualsiasi risoluzione o color-depth ed è possibile trascinarli liberamente l’uno sopra l’altro, anche se di risoluzioni e colori diversi.

Tre screen Amiga con diversi colori e risoluzioni, trascinati l’uno sopra l’altro.

Locale

Personalmente ho sempre pensato che il software in una lingua diversa dall’inglese andrebbe evitato in quanto spesso i termini tradotti risultano più fuorvianti rispetto agli originali e ormai universali inglesi. Ma se proprio bisogna farlo meglio partire col piede giusto e ovviamente su AmigaOS è stato fatto! Al giorno d’oggi anche le applicazioni professionali su Windows si imbarazzano con versioni replicate in varie lingue o con sistemi di traduzione non standardizzati perché non esiste un criterio stabilito dall’alto a cui fare riferimento per localizzare il software. Su AmigaOS esistono i cosiddetti “catalogs” ovvero dei file contenenti tutte le stringhe usate in un’applicazione, pronte per essere tradotte o condivise. Hai bisogno di tradurre il tuo software di titolazione in italiano? Scarichi il catalogo nell’apposita directory del programma e al suo riavvio avrai l’italiano come lingua disponibile tra le opzioni. Il sistema operativo stesso, ovviamente, funziona allo stesso modo tanto che per il Workbench state create le localizzazioni più incredibili come il Veneto o l’Esperanto. Una soluzione semplice ed ovvia ma che evidentemente solo su una macchina avanti millenni poteva essere ideata…

Datatypes

Durante gli anni d’oro di AmigaOS erano ancora in via di definizione gli standard de-facto per i vari formati audio/video e questo portava alla continua nascita di nuovi formati diversi. Data la dinamicità di questo scenario era difficoltoso per le applicazioni supportare quanti più formati possibile ma mamma Commodore ci aveva pensato e AmigaOS dispone dei Datatypes, ovvero dei file contenenti le definizioni di un formato, da installare in una directory specifica del sistema. Automaticamente tutte le applicazioni che supportano i Datatypes come loader supporteranno anche il nuovo il formato. Ad esempio per leggere file .PNG basta scaricare il png.datatype e copiarlo nella directory. Stessa cosa per jpeg.datatype e così via. Certamente supportare nativamente un certo formato può portare a delle performance superiori nell’I/O ma d’altro canto questo sistema permette di disporre di diversi datatype per lo stesso formato, alcuni più performanti, altri ottimizzati per una certa architettura o versione del sistema operativo.

Altri esempi di Datatypes:

Spostamenti degli slider

L’interfaccia grafica Intuition dispone di una gestione molto pratica degli slider. Oltre al normale trascinamento per impostare un valore è possibile cliccare a destra o a sinistra del knob ed ottenere rispettivamente l’incremento o decremento di una singola unità del valore. Sui PC odierni il comportamento ottenuto è che il knob viene portato al valore che avrebbe dove avviene il click quindi una replica della funzionalità di drag e per questo motivo i progettisti della GUI sono costretti ad aggiungere due tasti alle estremità degli slider, per la modifica di una singola unità.

Cliccando dove è posizionato il puntatore del mouse si porta a 99 il valore di “Key Repear Rate”

Per ora è tutto ma invito i lettori a segnalare ulteriori caratteristiche di AmigaOS che potrebbero essere inserite nell’elenco!

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KONEY

Koney is an italian DJ and producer with his studio in Venice, Italy. He starts djing in 1994 and producing in 1996 using a Commodore Amiga computer.

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