Postal: Bullet Paradise cancellato per uso di IA generativa, chiude lo studio di sviluppo
Il publisher Running With Scissors ritira il progetto e rompe i rapporti con Goonswarm Games dopo le accuse della community e una tardiva ammissione sull’uso di asset artificiali
Il futuro del prossimo capitolo della serie Postal è stato bruscamente interrotto. Lo studio responsabile dello sviluppo, Goonswarm Games, ha annunciato la chiusura definitiva in seguito alla cancellazione del progetto Postal: Bullet Paradise da parte del publisher, Running With Scissors. La decisione è maturata al termine di una settimana tumultuosa, caratterizzata da accuse sull’uso di intelligenza artificiale generativa, risposte aggressive alla community e, infine, un’ammissione di colpa.
La controversia è nata subito dopo la pubblicazione del trailer di annuncio del gioco. Numerosi utenti hanno segnalato incongruenze artistiche nel video, suggerendo che parte del materiale visivo fosse stato creato tramite software di generazione immagini basati su IA. Inizialmente, la reazione del publisher è stata di totale chiusura e difesa aggressiva. Esponenti di Running With Scissors, tra cui il co-proprietario Mike Jaret-Schachter, hanno respinto le accuse insultando pesantemente gli utenti su Discord, definendo le critiche infondate.
Parallelamente, Goonswarm Games aveva tentato di discolparsi mostrando file di lavoro (PSD) come prova della creazione manuale degli asset. Tuttavia, la community ha analizzato i file riscontrando ulteriori anomalie, sospettando che si trattasse di semplici ricalchi su immagini generate artificialmente. Di fronte alla crescente pressione e all’evidente danno d’immagine, Running With Scissors ha effettuato un drastico cambio di rotta.
In un comunicato ufficiale, il publisher ha dichiarato che la fiducia nello studio di sviluppo era ormai «infranta». Riconoscendo che gli elementi del gioco erano «molto probabilmente generati dall’IA», l’azienda ha deciso di cancellare il titolo per proteggere il brand, scusandosi per gli insulti rivolti ai fan (ad eccezione di coloro che avevano inviato minacce di morte). Di conseguenza, Goonswarm Games ha annunciato la cessazione delle attività, lamentando inizialmente di essere vittima di una «guerra all’IA» e di false accuse che avevano vanificato sei anni di lavoro.
Il colpo di scena finale è arrivato il giorno successivo alla chiusura dello studio. In una seconda dichiarazione, Goonswarm Games ha ammesso che l’IA generativa era stata effettivamente utilizzata, seppur limitatamente al materiale promozionale creato da artisti esterni. Lo studio ha spiegato che, durante la revisione interna successiva allo scandalo, è emerso come le immagini promozionali fossero state influenzate dall’IA, un dettaglio sfuggito ai controlli iniziali. Nonostante l’ammissione e la promessa di sostituire gli asset contestati, il destino del gioco e dello studio appare ormai segnato.

