Una lampada levitante e rotante celebra i 40 anni di Amiga
RobSmithDev ricrea l’iconica Boing Ball utilizzando la levitazione magnetica e una modifica hardware per replicare la rotazione inclinata originale.
Le lampade a levitazione magnetica, un tempo costosi oggetti di design, sono diventate componenti accessibili grazie alla diffusione di kit economici sul mercato. Sfruttando questa tecnologia, l’appassionato RobSmithDev ha deciso di realizzare un tributo speciale per il quarantesimo anniversario del computer Amiga. L’obiettivo era riprodurre la celebre “Boing Ball” rossa e bianca, simbolo della piattaforma. Tuttavia, la riproduzione fedele presentava una sfida tecnica: nella famosa demo originale, la sfera ruota su un asse inclinato, un effetto impossibile da ottenere con la levitazione magnetica standard che mantiene gli oggetti in asse verticale.
La soluzione ingegneristica adottata per aggirare questo limite è tanto semplice quanto efficace. Invece di fissare la sfera stampata in 3D direttamente al magnete di levitazione, il magnete è stato incollato alla base di un supporto intermedio. Questo supporto ospita un piccolo motore montato con una specifica angolazione. Di conseguenza, mentre la base magnetica rimane perfettamente verticale per garantire la stabilità della levitazione, l’albero del motore trasmette il moto rotatorio alla sfera con l’inclinazione caratteristica della demo Amiga.
Un aspetto tecnico particolarmente interessante riguarda l’alimentazione del sistema rotante. Il motore trae energia dalla stessa bobina a induzione fornita con il kit, originariamente destinata ad alimentare dei LED tramite trasferimento di energia wireless. Durante la fase di sviluppo, è emerso che il solo induttore non era in grado di fornire corrente sufficiente per azionare il motore. Per risolvere il problema, è stato necessario aggiungere un condensatore per sintonizzare il circuito LC sulla frequenza operativa della bobina di base, pari a circa 100 kHz. Trattare il circuito come un’antenna sintonizzata ha permesso di ottimizzare il trasferimento di potenza.
Il progetto è completato da una base estetica ispirata al design di un disco rigido, assemblata senza l’uso di inserti ma affidandosi a viti autofilettanti. Il risultato finale è un omaggio tecnicamente curato e visivamente affascinante, che celebra degnamente i quattro decenni di storia dell’informatica legati al marchio Amiga.

