Ascesa e caduta di SuperSega: fine definitiva per il controverso progetto FPGA
Dalle ambizioni di emulazione hardware totale alle azioni legali di Sega: il creatore Alejandro Martín dichiara ufficialmente conclusa l’avventura della console vaporware
Il mondo del crowdfunding è intrinsecamente rischioso. Per trasformare un’idea rivoluzionaria in una realtà tangibile, è necessaria una notevole dose di fiducia da parte dei sostenitori pronti a investire il proprio denaro. Tuttavia, il rovescio della medaglia è che individui senza scrupoli possono sfruttare queste piattaforme per raccogliere capitali con promesse stravaganti, per poi non mantenere la parola data o, peggio, sparire con i fondi. Il progetto SuperSega sembra rientrare perfettamente in quest’ultima categoria, guadagnandosi il titolo di uno dei casi più infami nel settore videoludico degli ultimi anni.
Al centro della vicenda c’è l’ingegnere informatico spagnolo Alejandro Martín. Nel giugno del 2024, Martín e il suo team hanno iniziato a promuovere il progetto SuperSega: una console onnicomprensiva capace di riprodurre il software originale di tutte le principali piattaforme domestiche Sega, inclusi Master System, Mega Drive, Saturn e Dreamcast. La promessa tecnica era audace: utilizzare la tecnologia FPGA (Field-Programmable Gate Array) per replicare l’hardware originale, garantendo accuratezza suprema e bassa latenza, superando i limiti dell’emulazione software tradizionale.
Mentre chip FPGA sono già utilizzati con successo in dispositivi come Analogue Pocket e MiSter, la comunità di esperti ha sollevato dubbi immediati sulla fattibilità di replicare il complesso hardware del Dreamcast su un chip commerciale. Nonostante ciò, il team di Martín insisteva di aver risolto il problema grazie al potente chip Virtex Ultrascale+. Tuttavia, le prime crepe hanno iniziato a manifestarsi rapidamente. È emerso che Martín aveva già alle spalle una bancarotta con la sua precedente azienda, Cinimartin, dopo aver fallito la consegna di una videocamera 8K finanziata in crowdfunding.
I segnali d’allarme si sono moltiplicati con la pubblicazione di video dimostrativi poco convincenti. Esperti del settore hanno notato incongruenze nel design della scheda a circuito stampato (PCB) e, fatto ancora più sospetto, il chip FPGA era costantemente oscurato da un dissipatore di calore di dimensioni sproporzionate. Molti hanno ipotizzato che i filmati di gameplay fossero in realtà eseguiti da un PC fuori campo, alimentando le accuse di truffa.
La situazione ha assunto toni grotteschi nel novembre 2024, quando Martín è apparso in video a bordo di una Lamborghini Gallardo per sollecitare ulteriori preordini. Coloro che avevano accettato di pagare una quota di prenotazione simbolica si sono visti addebitare l’intero importo per una macchina inesistente. A peggiorare il quadro, dimostrazioni “dal vivo” organizzate frettolosamente hanno mostrato giochi che non partivano o mancavano di audio, con risultati imbarazzanti.
Il colpo di grazia è arrivato nel dicembre 2024, quando Sega è intervenuta legalmente tramite uno studio di protezione della proprietà intellettuale, intimando l’abbandono del marchio, la distruzione dei prototipi e la chiusura del sito web. Nonostante Martín avesse tentato di rassicurare il pubblico sostenendo di essere in trattative con il colosso giapponese, la realtà legale ha smentito le sue affermazioni. Seguirono mesi di dichiarazioni contraddittorie, presunte ospedalizzazioni del fondatore e promesse di rimborsi mai pervenuti a molti utenti, costretti a richiedere il charge-back tramite le proprie banche.
Dopo un ultimo, disperato tentativo di ridimensionare il progetto in una “SuperSega Mini” nel marzo 2025, l’epilogo è giunto inesorabile. In una recente comunicazione visionata dalla nostra redazione, Alejandro Martín ha dichiarato che il progetto è “ufficialmente morto”. Sebbene sia stato annunciato un video di addio, la storia di SuperSega rimarrà un monito sulla cautela necessaria nel mondo del retrogaming finanziato dal basso, lasciando dietro di sé promesse infrante e un vuoto finanziario per molti appassionati.

