Nintendo trionfa in tribunale sul caso Wii
Dopo 15 anni di contenzioso, la corte tedesca ribadisce la violazione dei brevetti da parte del produttore di accessori Nacon, ma un nuovo appello tiene aperta la vicenda
La determinazione di Nintendo nel proteggere le proprie proprietà intellettuali è ben nota nell’industria videoludica, e una delle sue battaglie legali più longeve sembra essere giunta a un punto di svolta decisivo. La disputa, che affonda le sue radici nell’era della console Wii, vede contrapposta la casa di Kyoto a Nacon (precedentemente nota come BigBen Interactive). Dopo quindici anni di udienze e ricorsi, l’ultimo verdetto ha dato inequivocabilmente ragione al gigante giapponese.
Il Tribunale Regionale di Mannheim, in Germania, ha riaffermato una precedente sentenza stabilendo che Nintendo ha diritto a un risarcimento danni superiore ai 4 milioni di euro. Tuttavia, a causa della prolungata resistenza legale di Nacon e dei relativi interessi maturati nel corso degli anni, la cifra totale dovuta è lievitata fino a sfiorare i 7 milioni di euro.
Al centro del contenzioso vi è la violazione di brevetti specifici legati al celebre telecomando Wii. Nintendo ha sostenuto con successo che i controller di terze parti prodotti da BigBen Interactive/Nacon utilizzavano indebitamente tecnologie proprietarie, tra cui i sensori di accelerazione, il sistema di tracciamento dei movimenti tramite fotocamera e persino le caratteristiche ergonomiche distintive del dispositivo originale. Nonostante un verdetto iniziale favorevole a Nintendo già nel 2011, Nacon ha costantemente impugnato la decisione, senza però ottenere il successo sperato.
Sebbene questa sentenza appaia come una vittoria definitiva, la vicenda potrebbe non essere ancora conclusa. Secondo quanto riportato da fonti del settore, Nacon avrebbe depositato un ulteriore appello, prolungando di fatto lo scontro legale. Resta da vedere se quest’ultimo tentativo riuscirà a ribaltare una situazione che appare ormai compromessa per il produttore di accessori.
Questo successo si inserisce in un quadro più ampio di tolleranza zero da parte di Nintendo verso qualsiasi forma di violazione del copyright o dei brevetti. Recentemente, l’azienda ha ottenuto vittorie significative anche contro singoli individui, tra cui lo streamer Jesse “EveryGameGuru” Keighin e James “Archbox” Williams, un moderatore accusato di gestire hub per la pirateria su Nintendo Switch, dimostrando che la compagnia è pronta a perseguire legalmente chiunque minacci i suoi interessi commerciali, dai grandi produttori hardware ai singoli pirati informatici.

