Il NES compie 40 anni: un documentario svela i segreti della console Nintendo

Nintendo NES

La Video Game History Foundation pubblica un approfondimento sulla genesi del Nintendo Entertainment System e sul suo impatto storico dopo la crisi del 1983

Sebbene in termini di vendite pure sia stato superato da successori illustri come PlayStation 1, Nintendo DS e Nintendo Switch, l’impatto culturale e industriale del Nintendo Entertainment System (NES) rimane ineguagliabile. In occasione del quarantesimo anniversario della console, il settore videoludico riflette su come questa macchina abbia ridefinito il mercato globale.

Lanciato in un periodo storico in cui il mercato nordamericano era ancora profondamente segnato dal crollo dell’industria dei videogiochi del 1983, il NES rappresentava una scommessa rischiosa per Nintendo. All’epoca, l’azienda giapponese stava ancora cercando di affermarsi al di fuori dei confini nazionali. Tuttavia, quella mossa audace si rivelò decisiva, cementando la posizione di Nintendo come leader globale, uno status che la compagnia mantiene saldamente ancora oggi.

Per celebrare questa eredità, la Video Game History Foundation (VGHF) ha dedicato gran parte dell’anno a preservare e raccontare la storia del sistema. A conclusione del 2025, il fondatore della VGHF, Frank Cifaldi, ha pubblicato un documentario che esplora la genesi e il lancio del NES, offrendo una prospettiva inedita basata su documenti interni e testimonianze dirette.

Il documentario non si limita a narrare i successi, ma scava nei primi tentativi falliti, come le trattative con Atari per concedere in licenza il Famicom (la versione giapponese del NES) e l’evoluzione della visione aziendale, che in una fase iniziale concepiva la macchina come un dispositivo educativo. L’analisi di Cifaldi identifica tre elementi chiave che hanno reso il NES una pietra miliare della tecnologia: l’adozione del D-Pad come standard, il lancio del primo Super Mario Bros. e l’implementazione della tecnologia di “lockout” tramite il chip CIC.

Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante per comprendere la strategia di Nintendo post-1983. Il crollo del mercato era stato causato da un’inondazione di titoli di bassa qualità per l’Atari 2600. Per evitare un destino simile, Nintendo introdusse un rigoroso sistema di licenze: gli sviluppatori dovevano acquistare le cartucce direttamente da Nintendo e rispettare un limite sul numero di giochi pubblicabili annualmente. Il chip CIC era lo strumento tecnico che imponeva queste regole, impedendo l’esecuzione di software non autorizzato sulla console.

L’approfondimento video, della durata di circa 45 minuti, rappresenta una risorsa preziosa per chiunque voglia comprendere non solo la storia di Nintendo, ma le dinamiche che hanno plasmato l’industria dei videogiochi moderna.

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Jennifer

Appassionata di retrogaming, racconta storie di console leggendarie, computer che hanno fatto la storia e giochi che hanno acceso intere generazioni, sempre con un pizzico di nostalgia e tanta curiosità.

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