SuperStation One: il bilancio di Taki Udon dopo il lancio della console FPGA

Il creatore riflette sulle sfide dello sviluppo e conferma le nuove spedizioni previste per il 2026

Negli ultimi anni, il panorama dell’hardware dedicato al retrogaming ha visto emergere un progetto particolarmente ambizioso: la SuperStation One di Taki Udon. Questo sistema, basato sulla tecnologia FPGA, è stato progettato per eseguire i core MiSTer offrendo al contempo caratteristiche uniche, come il supporto nativo per i controller originali della prima PlayStation.

Una delle funzionalità più discusse riguarda la modularità del sistema: tramite un dock opzionale, la console è in grado di eseguire giochi su supporto fisico (disco) per le piattaforme compatibili, colmando il divario tra emulazione hardware e collezionismo fisico.

Verso la fine del 2025, le prime unità complete sono state consegnate ai clienti, segnando il culmine di un lungo processo di sviluppo. Taki Udon ha colto l’occasione per analizzare quello che ha definito un anno estremamente complesso. Il creatore ha descritto il 2025 come il periodo più stressante della sua vita professionale, caratterizzato da momenti di forte pressione e burnout, necessari per finalizzare il progetto prima delle festività natalizie.

Nonostante le difficoltà operative, Udon ha espresso grande orgoglio per il risultato finale, definendo la SuperStation One un vero “atto d’amore” e ringraziando la community per il supporto dimostrato attraverso gli acquisti. L’auspicio dello sviluppatore è che il 2026 possa rivelarsi un anno meno turbolento rispetto al precedente.

Sul fronte commerciale, la console continua a suscitare interesse. Attualmente è possibile effettuare il pre-ordine del dispositivo al prezzo di 200 dollari. Secondo le stime fornite da Taki Udon, le nuove spedizioni dovrebbero partire entro il primo trimestre del 2026, se non prima, permettendo a un pubblico più vasto di accedere a questa nuova frontiera del gaming FPGA.

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Alex

Dal Commodore 64 all’Amiga, passando per i cabinati da bar, il mio obiettivo è uno solo: far brillare di nuovo ogni singolo pixel dei nostri ricordi.

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