Doom ora gira anche su una pentola a pressione

Krups - Doom

Aaron Christophel ha trasformato una Krups Cook4Me in una piattaforma di gioco, sfruttando l’hardware dell’elettrodomestico

La domanda “Ci gira Doom?” è diventata ormai un pilastro della cultura informatica e del retro gaming, trasformandosi in una sfida tecnica che spinge appassionati e hacker a testare i limiti di qualsiasi dispositivo dotato di uno schermo e un processore. Nel corso degli anni, abbiamo visto il capolavoro di id Software funzionare su test di gravidanza, trattori e persino all’interno di file PDF. Tuttavia, l’ultima frontiera raggiunta dalla community riguarda un comune elettrodomestico da cucina.

Aaron Christophel, un modder e hacker tedesco, è riuscito nell’impresa di installare ed eseguire il gioco su una pentola a pressione Krups Cook4Me. L’esperimento, documentato in dettaglio, evidenzia non solo l’ingegno del programmatore, ma anche la sorprendente potenza di calcolo nascosta negli elettrodomestici “smart” moderni.

Analizzando l’hardware della Cook4Me, Christophel ha scoperto che il dispositivo è gestito da un processore ESP32, accompagnato da ben 128 MB di RAM e 128 MB di memoria Flash, oltre a un modulo WiFi integrato. Queste specifiche, necessarie per gestire l’interfaccia touchscreen e le funzioni di cottura intelligenti, si sono rivelate sufficienti per ospitare il motore grafico di Doom.

Il processo ha richiesto un lavoro tecnico non indifferente: il modder ha dovuto effettuare il dump della ROM originale, modificare il software e ricompilare il tutto per permettere l’esecuzione del gioco. Il risultato finale vede Doom girare direttamente sul display della pentola, con controlli touch implementati sullo schermo. Sebbene l’ergonomia non sia ideale per sessioni di gioco prolungate, la fluidità dimostrata è notevole per un dispositivo progettato per cucinare stufati piuttosto che per sterminare demoni.

Questo progetto si aggiunge alla lunga lista di porting improbabili che continuano a tenere vivo l’interesse attorno al titolo del 1993, dimostrando come l’architettura versatile di Doom e la creatività della scena hacking possano dare nuova vita, e nuove funzioni, anche agli oggetti più insospettabili della nostra quotidianità.

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Redazione Retroacademy

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