Addio a Hideki Sato, il leggendario progettista delle console Sega
L’ex presidente e ingegnere capo, padre del Mega Drive e del Dreamcast, è scomparso all’età di 75 anni.
Il mondo dell’industria videoludica è in lutto per la scomparsa di Hideki Sato, figura chiave nella storia di Sega e mente brillante dietro l’architettura hardware che ha definito un’era del gaming. L’ingegnere e dirigente giapponese si è spento all’età di 75 anni.
La carriera di Sato in Sega iniziò nel 1971, lavorando inizialmente nel settore delle macchine arcade. Tuttavia, la sua fama e il suo impatto più significativo arrivarono con il passaggio alla divisione hardware domestica. Sato fu il progettista principale di una serie di sistemi che hanno segnato l’evoluzione tecnologica dell’azienda: dall’SG-1000 al Master System, passando per il rivoluzionario Mega Drive (conosciuto come Genesis in Nord America), fino alle complesse architetture del Saturn e dell’amato Dreamcast.
Tra tutte le sue creazioni, il Mega Drive rimane il successo commerciale più eclatante. Con oltre 30 milioni di unità vendute in tutto il mondo, questa console a 16 bit permise a Sega di competere ad armi pari con i giganti del settore, consolidando la reputazione del marchio come forza dominante nei mercati occidentali ed europei durante gli anni ’90.
Oltre al suo contributo tecnico, Sato ebbe un ruolo dirigenziale di primo piano. Promosso a direttore del dipartimento Ricerca e Sviluppo nel 1989, guidò le strategie tecnologiche dell’azienda durante i periodi di massima espansione. La sua scalata ai vertici aziendali culminò nel 2001, quando assunse la carica di presidente di Sega, ruolo che ricoprì fino al 2003 guidando la compagnia in una fase di transizione cruciale.
Dopo aver lasciato Sega, Sato non abbandonò il mondo imprenditoriale, contribuendo alla fondazione di Advance Create, Inc. nel 2008. La sua eredità rimane impressa nei circuiti delle console che hanno intrattenuto generazioni di videogiocatori.

